sabato 15 gennaio 2011

I Campi "elettromagnetici"

Il campo magnetico è generato da cariche eleltriche in movimento e a sua volta esercita la sua forza su qualsiasi altra carica elettrica in movimento. Nel caso di un magnete permanente, per esempio (quali una calamità o l'ago di una bussola), le cariche in movimento sono dovute al moto degli elettroni. Il campo elettrico e quello magnetico sono due grandezze separate, ciascuna con una propria unità di misura, che si comportano diversamente interagendo con la materia. In particolare va osservato che il campo elettrico è molto facilmente schermabile e viene notevolmente ridotto anche dalle comuni pareti, viceversa il campo magnetico non subisce alcuna riduzione a causa di muri, piante o altri oggetti. Gli studi dimostrano che i due tipi di campi possono determinare azioni indipendenti e che i loro effetti sugli organismi sono distinguibili.
Ma comunemente si parla di campo elettromagnetico (EM), unendo i due termini in un unico concetto. Anche questo è corretto, perché in realtà tra il campo magnetico e quello elettrico esiste una profonda simmetria, per cui la variazione dell'uno genera l'altro in un unico processo che definiamo "campo elettromagnetico": se in un punto dello spazio il campo elettrico oscilla, nei punti immediatamente vicini si crea un campo magnetico anch'esso oscillante, il quale genera a sua volta nei punti vicini un altro campo elettrico oscillante. Nasce così I' "onda elettromagnetica" che trasporta energia propagandosi nello spazio, di esistenza indipendente dalle cause che l'hanno prodotta. Si definisce un'onda come "una perturbazione periodica in un mezzo o nello spazio"; nel caso dell'onda EM si tratta più precisamente di un movimento di perturbazione che si sposta anche nello spazio vuoto, senza bisogno di alcun mezzo.
Possiamo dunque anche dire che l'oscillazione delle cariche elettriche produce campi elettrici e magnetici che si propagano sotto forma di onde clettromagnetiche. Da questo punto di vista il campo elettrico e quello magnetico sono due aspetti dello stesso processo, nel quale due forme di energia si propagano alla velocità della luce nello spazio e nel vuoto.
Ma quando parliamo di "campi", "onde" e "radiazioni" elettromagnetiche usiamo solo termini diversi per indicare sempre la stessa cosa.
Tutte le onde EM sono campi elettrici e magnetici oscillanti che differiscono fra loro soltanto nella ''frequenza di oscillazione". Questa misura esprime il numero delle oscillazioni compiute in un secondo dall'onda e si misura perciò in cicli al secondo (o Hertz). Pertanto ogni onda EM è definita dalla sua frequenza: maggiore sarà la frequenza, maggiore l'energia trasportata dall'onda.
Nello stesso tempo, quanto maggiore sarà la frequenza tanto più piccola sarà la lunghezza d'onda (che è la distanza che intercorre tra le due "creste" dell'onda) e viceversa, perché l'una è strettamente correlata all'altra. Il prodotto tra le due infatti è sempre uguale alla velocità di propagazione delle onde eleltromagnetiche (pari, come quella della luce, a 300.000 chilometri al secondo).

Nessun commento:

Posta un commento