domenica 2 gennaio 2011

Umidità specifica e umidità relativa

I movimenti dell'aria (dovuti a correnti, spifferi oppure a effetti convettivi determinati dagli stessi caloriferi) influiscono notevolmente sulla percezione della temperatura, in quanto accelerano la dissipazione di calore dal corpo. Anche da questo punto di vista i sistemi a irraggiamento sono da preferirsi a quelli a convezione.
Oltre che dall'influenza del clima esterno, il grado di umidità nell'ambiente interno discende dall'interazione fra caratteristiche costruttive dell'edificio e quelle del terreno, inoltre dalle attività biologiche e umane: eccesso di umidità si può determinare a causa di infiltrazione di acque piovane, di acqua risalente dal terreno, di effetti di condensazione; infine di fenomeni di difficile dispersione di umidità interna attraverso pareti non abbastanza permeabili.
L'umidità "specifica" indica la quantità di acqua (in grammi) disciolta come vapore in 1 litro di aria asciutta. L'umidità "relativa" indica invece il rapporto percentuale fra la quantità di acqua disciolta come vapore e quella massima possibile per quella temperatura.
Infatti la "solubilità" dell'acqua varia in rapporto alla temperatura; pertanto quando si dice che l'aria è satura di umidità (cioè al 100% di umidità, detto anche punto di rugiada) ci si riferisce al raggiunto massimo grado di presenza di vapore nell'aria possibile per quella determinata temperatura (oltre tale grado si parla di condizioni di "nebbia"). Quando la temperatura dell'aria
scende, la quantità di vapore presente resta la stessa, aumenta però l'umidità relativa fino a giungere al 100%; oltre tale soglia, se la temperatura scende ancora, il vapore in eccesso "condensa", cioè si separa ripresentandosi sotto forma di acqua. Questo processo (lo stesso che si osserva d'inverno sui vetri, a causa della loro differente temperatura rispetto all'ambiente) è sfruttato dagli impianti di condizionamento per deumidificare l'aria dall'umidità in eccesso, che rende più oppressivo il senso di calore. In inverno, invece, gli ambienti sono spesso troppo secchi a causa dell'eccessiva temperatura dei caloriferi.
L'umidità relativa dovrebbe essere compresa fra il 40 e il 60-70%. Al di sotto di questa soglia l'eccessiva secchezza comporta note conseguenze sul benessere generale e sull'apparato respiratorio; oltre di essa, invece, l'eccesso di umidità determina effetti di condensa e, a sua volta, un ambiente favorevole a patologie reumatiche e respiratorie perche ricettacolo di germi e funghi.

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