- è generata solo in piccola parte da fonti rinnovabili: si tratta di circa il 20% del totale e proviene quasi interamente da impianti idroelettrici che sfruttano cineticamente l'energia potenziale dell'acqua, mentre le quote prodotte da fonti rinnovabili (quali il solare, l'eolico e il geotermico) sono finora ininfluenti. Va detto che gli stessi impianti idroelettrici non sempre sono alimentati da soli apporti naturali. Ad esempio gli impianti idroelettrici di pompaggio (i sistemi che ripompano a monte, nelle ore notturne, l'acqua fluita verso il basso nelle ore diurne) richiedono quote consistenti di energia non rinnovabile.
- Il restante 80% è prodotto dalla combustione (petrolio, carbone e metano: in Italia riveste una particolare importanza la produzione da metano). In questo caso la produzione comporta grande dispersione di energia perduta nelle trasformazioni: infatti solo il 35-37% del contenuto energetico del combustibile di partenza (energia iniziale) si traduce in energia elettrica, il rimanente 60% viene disperso nei fiumi o nell'atmosfera sotto forma di calore (acqua calda o aria a seconda degli impianti).Le centrali di nuova generazione a ciclo combinato registrano un progresso in quanto portano questi rendimenti a livelli del 50%, però possono utilizzare solo metano e, benché lo riducano, non risolvono il problema degli sprechi.
domenica 9 gennaio 2011
Pregio dell'energia elettrica
L'impiantistica convenzionale dipende ancora molto dall'energia elettrica. Ma quando si parla di "energia elettrica" va chiarito che la massima parte di questo tipo di energia è prodotta in realtà dalla combustione del petrolio, la quale determina conseguenze note sulle quali è qui inutile dilungarsi (altissimi consumi di risorse non rinnovabili, sprechi energetici, contributi alla produzione di anidride carbonica, inquinanti ed effetto serra). In Italia, per esempio, la produzione dell'energia elettrica:
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