Uso "appropriato" dell'energia significa appunto scegliere la forma di energia più adatta per ogni tipo di uso energetico finale, quella cioè che a monte del processo produce il minore spreco. Scaldare l'acqua domestica con l'energia elettrica, per esempio, dunque a temperature inferiori a 100 °C, è un uso non appropriato dell'elettricità, perché equivale a impiegare una quota tripla di energia rispetto a quella realmente necessaria. L'uso dell'elettricità (che può fornire temperature di oltre 1000°) è invece appropriato nell'industria, dove sono necessarie temperature altissime. Un'eccezione in questo senso è data dall'uso delle pompe di calore.
Va tenuto presente che i piccoli sprechi domestici diventano un fatto enorme in quanto vengono molliplicati per milioni di persone che li compiono. Pensiamo ad esempio al fatto che, oltre ai boiler, tutte le lavatrici e lavastoviglie usano la forma di energia più pregiata (elettrica) per l'uso più banale (scaldare l'acqua a 30,70 o 90 °C). Dal punto di vista energetico bisognerebbe invece scaldare direttamente l'acqua con il gas o il gasolio, per esempio immettendo anche negli elettrodomestici acqua già riscaldata.
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