I metodi di raffrescamento per evaporazione, come nelle pompe di calore o nei condizionatori ad aria, possono invece essere alimentati da sistemi solari fotovoltaici.
II raffrescamento per assorbimento, che può giungere a coprire una quota di fabbisogno variabile dal 30 al 60% delle necessità, utilizza l'energia solare per vaporizzare il refrigerante. Questi sistemi, ripetendo il procedimento applicato dai tradizionali condizionatori ad assorbimento, utilizzano l'energia termica prodotta dal collettore per separare una soluzione binaria composta da un fluido assorbente e uno refrigerante: quest'ultimo viene condensato e pressurizzato, poi viene fatto evaporare per determinare l'effetto di raffrescamento. È richiesta una certa quota di energia elettrica, comunque molto inferiore a quella necessaria ai sistemi convenzionali. I collettori usati a questo scopo, adatti alla richiesta di temperature elevate, sono di solito del tipo a "tubi evacuati" o "a concentrazione".
Raffrescamento tramite deumidificazione
Gli impianti di raffrescamento per essiccazione deumidificano gli ambienti ai fini di rendere il clima caldo meno opprimente, cioè fanno sembrare l'aria più fresca attraverso la rimozione dell'umidità. Sono adatti a grandi ambienti, in genere di uso industriale o a magazzino, oppure indicali per le località a clima caldo-umido. Possono essere alimentati a energia solare, anche in questo caso il sistema solare richiede un certo consumo di energia ma in quota molto inferiore agli analoghi sistemi elettrici
Essiccazione di prodotti agricoli
L'utilizzo dell'energia solare per essiccare il raccolto, abbastanza comune ai tropici, consente di riapplicare su scala industriale lo stesso concetto delle tradizionali rastrelliere esposte al sole. Qualora i raccolti agricoli umidi vengano immagazzinati negli spazi chiusi si può procedere riscaldandoli direttamente per irraggiamento, oppure, scaldando l'aria che sottrae umidità e viene continuamewnte sostituita da nua aria calda.
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